26 gennaio 2006

Piacion Bobby

Era un Palazzo parecchio bellino
Dove i Piacioni perdean notti intere:
Adelio, Simone, Lucio e Mirkino.

C’era gran caldo una di quelle sere
Quand’uscì lui che pareva un bambino
Bermuda e canotta: un gondoliere.

Vestito da fava com’usciva spesso
Lui diceva di garbare alle donne
“Pare un incrocio tra grullo e fesso”
Ridean di gusto sotto le colonne.

“Frogi invidiosi che altro non siete
Alla fica garbo messo in tal guisa”
“Come quella ch’andava per pinete,
Batacchio di fòri: ricordi? Luisa”

5 commenti:

LightyBoy ha detto...

muahuahuahuahuahuahuahuahuahuahua

l'ho dovuto leggere 2 volte xché sono stato sviato da un particolare: il gondoliere. chi è che ha la maglia, quella vera, da gondoliere??

cmq ottimo sonetto, se è un sonetto :)

dr1v3r ha detto...

acciderba all'ignoranti, il sonetto è fatto 4-4-3-3. Insomma giocano in 14

Joe Tempesta ha detto...

Il Vate sono io sicché fo come mi pare, te al massimo tu sei un Water :-D

P.S. La canottiera è una metafora allusiva all'elegante modo di vestire dell'oggetto del componimento, ovvero PiacionBobby (cfr. "Da Joe Tempesta a Gattino Scureggino: 500 anni di sonetto all'incontrario", F. De Sanctis)

adelio ha detto...

auhauhauhauhauhauhuah

LightyBoy ha detto...

:)